Questo sito o gli strumenti terzi da questo utilizzati si avvalgono di cookie necessari al funzionamento ed utili alle finalità illustrate nella cookie policy. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie, consulta la cookie policy. Chiudendo questo banner o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie.

Pasta bio

Ci troviamo negli anni appena successivi alla fine della seconda guerra mondiale, una nazione da ricostruire, il lavoro da inventare...nonno Emidio, uomo caparbio e pieno di iniziative, dal nulla riuscì a creare un molino a cilindri, successivamente un pastificio e un oleificio...Il tempo e varie vicissitudini, costrinsero però la famiglia Agostini a dedicarsi per molti anni alla sola attività molitoria...Ma la storia a volte riserva delle strane sorprese.

Forse perchè in ognuno di noi alberga il pensiero di qualche antenato o magari per genetica siamo predisposti a dare un seguito a sogni e progetti affini ai nostri predecessori...Affiorano desideri, nascono passioni e quasi per magia s'inizia a rielaborare ciò che in passato era stato sospeso. A distanza di anni, Roberto, attuale amministratore dell’azienda Molino Agostini e nipote di nonno Emidio, ha voluto ripristinare un'intera linea di Pasta secca rigorosamente biologica. Attualmente, la Pasta MIA è una delle migliori paste secche del nostro territorio, caratterizzate da una severa scelta della materia prima. I cereali utilizzati provengono esclusivamente da agricoltura biologica italiana, in altissima percentuale un’agricoltura a Km zero, fatta eccezione per la linea Kamut®.

La lavorazione della pasta avviene attraverso essiccazione lenta e trafilata al bronzo.La pasta Mia si rivolge a una clientela attenta alla propria salute, oltre che sensibile al sapore, al gusto di un piatto d’alta gastronomia; una clientela incline al benessere del prossimo, attraverso il rispetto della natura. L’obiettivo di Roberto è quello di riuscire a far rivivere in ognuno di noi, quella particolare sensazione di tuffarsi nel passato, immergendosi in quel vortice di sapori e odori che hanno distinto il saper vivere e il mangiare dei nostri nonni.